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La nostra storia.

Il mondo curvy nasce da una trasformazione naturale e ciclica della silhouette delle donna. Storicamente le donne “in carne” erano sinonimo di benessere e di posizione sociale agiata, in quanto potevano economicamente permettersi di mangiare di più senza dover fare lavori fisici pesanti. Con il passare del tempo, per esempio negli anni delle guerre mondiali il corpo della donna si trasforma: prendendo il posto dell’uomo, impegnato sul fronte, e dovendo quindi fare le sue veci nelle fabbriche e nelle campagne la donna assume un aspetto più mascolino e di conseguenza più androgino, per poi arrivare negli ‘50 in cui con l’arrivo della new economy, della voglia di ricominciare e grazie allo sviluppo economico post guerra le donne accorciano le loro gonne,

mettono in risalto il punto vita allargando così i fianchi, ampliano le loro generose scollature, mostrando così una donna più morbida detta “a clessidra”. Con l’avvento del prêt-à-porter gli stilisti degli anni 90 invece volendo mettere in risalto il vestito piuttosto che la modella che lo indossa, scelgono una donna filiforme è molto molto magra a scapito delle rotondità. Fino ad arrivare ai nostri giorni in cui la situazione di crisi economica, degrado sociale e psicologico, perdita dei valori tradizionali fa ritornare la voglia di bellezza, femminilità, romanticismo e spensieratezza.. così tornano di moda le donne con le loro rotondità, il loro lato “burroso” è sempre meno spigoloso, proprio come se volessero dire “al diavolo i problemi e godiamoci la vita!!”. Daniela Vantaggiato

Il mondo curvy nasce da una trasformazione naturale e ciclica della silhouette delle donna. Storicamente le donne “in carne” erano sinonimo di benessere e di posizione sociale agiata, in quanto potevano economicamente permettersi di mangiare di più senza dover fare lavori fisici pesanti. Con il passare del tempo, per esempio negli anni delle guerre mondiali il corpo della donna si trasforma: prendendo il posto dell’uomo, impegnato sul fronte, e dovendo quindi fare le sue veci nelle fabbriche e nelle campagne la donna assume un aspetto più mascolino e di conseguenza piu androgino, per poi arrivare negli ‘50 in cui con l’arrivo della new economi, della voglia di ricominciare e grazie allo sviluppo economico post guerra le donne accorciano le loro gonne, mettono in risalto il punto vita allargando così i fianchi, ampliano le loro generose scollature, mostrando così una donna più morbida detta “a clessidra”. Con l’avvento del prêt-à-porter gli stilisti degli anni 90 invece volendo mettere in risalto il vestito piuttosto che la modella che lo indossa, scelgono una donna filiforme è molto molto magra a scapito delle rotondità. Fino ad arrivare ai nostri giorni in cui la situazione di crisi economica, degrado sociale e psicologico, perdita dei valori tradizionali fa ritornare la voglia di bellezza, femminilità, romanticismo e spensieratezza.. così tornano di moda le donne con le loro rotondità, il loro lato “burroso” è sempre meno spilogoso, proprio come se volessero dire “al diavolo i problemi e godiamoci la vita!!”. Daniela Vantaggiato

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